BIOGRAFIA

BIOGRAFIA

Vincenzo Giubba

Da Firenze approda a Roma nel 2023, dove vive tuttora, il maestro Vincenzo Giubba.

Nato a Lecce nel 1957, fin da giovanissimo si è interessato alla visual art ed in particolare alla pittura, lavorando anche come grafico, illustratore e designer durante gli anni universitari a Firenze. Laureatosi a pieni voti in architettura (1983) con una tesi sull’arte e l’estetica contemporanea visti come processo di lettura e trasformazione dello spazio fisico, realizza alcune opere di architettura e per alcuni anni insegna materie artistiche.

Nel 1984/85 fonda a Firenze l’Accademia Italiana di Arte Moda e Design, istituto universitario e di formazione artistica che dirige fino al 2020.

Il rapporto con la creatività giovanile, la creazione di nuovi programmi e metodi finalizzati allo sviluppo della creatività nei vari settori artistici è sempre stata una costante dell’impegno di Giubba, che, con la sua Accademia, ha saputo trasportare l’idea della “bottega d’arte” rinascimentale in un ambito contemporaneo internazionale, pluridisciplinare, multietnico e multiculturale, attirando migliaia di studenti da tutto il mondo e coinvolgendo centinaia di docenti.

Le esperienze disciplinari ed interdisciplinari riguardavano l’arte visiva, la moda, il design, la fotografia, e rispondevano a quelle necessità che erano emerse, dagli anni 80 in poi, di innovazione stilistica, di diversità formale che doveva convivere con la ricerca tecnologica, il marketing, l’avvento delle tecnologie digitali e nondimeno con lo sviluppo della nuova coscienza ecologica.

TESTI CRITICI

Qui di seguito alcuni stralci di testi critici, commenti e recensioni pubblicati in varie occasioni, che colgono aspetti rilevanti della ricerca artistica di Vincenzo Giubba.
1994, Beatrice MagnolfiAssessore alla Cultura, Prov. Firenze
Leggi Tutto
“(…) Il caso dell’artista Vincenzo Giubba è emblematico: pur non essendo fiorentino di nascita, è qui a Firenze che, dopo gli studi artistici, si è stabilito per portare a termine la sua formazione di architetto. Ed è sempre a Firenze che, successivamente, ha operato a vari livelli: sia come fondatore di una scuola internazionale di arte e design che da circa dieci anni coinvolge studenti provenienti da tutto il mondo, sia come artista contemporaneo impegnato in una personale ricerca formale di decisa attualità, che ingloba esperienze sviluppate in ambiti disciplinari diversi, anche se affini. Una ricerca che si pone come superamento degli anni ottanta, abbandonando l’edonismo del passato, protesa in un futuro che ci rivela valori immateriali. Un futuro dove non ci sono risposte, ma solo incessanti domande.”
1994, Lorenzo Boninitratto da: PERCORSI DELLA COSCIENZA
Leggi Tutto
“Nell’uso attuale del termine espressionismo riferito alle arti si danno due accezioni diverse: da un lato si indica una tendenza ricorrente, una categoria, individuabile in senso sovrastorico, dell’atteggiamento psicologico che si manifesta nel fare artistico, in un sistema di esasperazioni formali, dall’altro si indica un complesso momento storicamente determinabile dell’avanguardia artistica di questo secolo, al quale il termine è stato applicato, prima dalla critica e poi dagli artisti. Nel taglio del materiale pittorico di Giubba è legittimo tenere presente l’una e l’altra accezione del termine, che ci permettono di capire e indicare il significato delk modo d’intendere la produzione artistica e l’atteggiamento estetico di questo artista, le sue implicazioni ideologiche, la posizione che occupa la sua coscienza contemporanea. (…) E’ una pittura che racconta le storie dell’uomo e della terra, è la coscienza contemporanea che ne manifesta la denuncia, è l’ostinata idiolettica simbologia del segno, che ne diventa indicazione ideologica d’avanguardia.(…)”
1994, Marta Paraventitratto da: LE DOMANDE DI SEMPRE RIMANGONO COME MACIGNI
Leggi Tutto
“(…) L’habitat dell’uomo di oggi pensato da Vincenzo Giubba (…) assume i connotati del luogo mentale, muove le istanze dalla ricerca di un ambiente che viva per l’uomo, in funzione della sua sosta terrena e dei tentativi di interpretarne il senso, di paralizzarne forse gli eccessi raggiunti; il paradiso tecnologico non si è rilevato più tale e le ansie, le domande di sempre rimangono come macigni, ci assalgono in un eterno ritorno. L’artista si impadronisce dei risultati formali raggiunti nella nostra epoca e li plasma, li rimette in gioco in una chiave che privilegi i ritmi quotidiani più che gli ecessi rivolti al futuro (…). Predomina adesso in lui la volontà di immergersi totalmente negli incubi quotidiani, nelle grida e nei deliri che averte nelle realtà sociali metropolitane dei nostri giorni. (…)”
1995, Giampaolo Thoreltratto da: PERCORSI D’ARTE FRA REALE E VIRTUALE
Leggi Tutto
“Vincenzo Giubba sa osare ove pochi si avventurano, rifuggendo da apporti cromatici e situandosi sul versante del concetto e del giudizio sul mondo e sulle cose. Un distacco dalla realtà che non significa disinteresse o peggio fuga alienante. I suoi quadri sono condotti lungo la figurazione icastica per poter incidere maggiormente temi e concetti. Pittura intellettuale la sua? Sicuramente pittura coraggiosa che nulla concede alle “cornici” di varia natura.”
2024, Maria Chiara Strappavecciatratto da: VINCENZO GIUBBA – “FRAMMENTI”
Leggi Tutto
“(…) La maniera di Giubba si basa su un processo interiore, su brandelli di memoria e rimandi al passato che vengono continuamente assemblati e disassemblati, ma dietro al caos apparente delle sue pennellate vi è sempre una premeditazione, una precisa volontà compositiva dell’artista.(…) La sua pittura è interessata allo scambio fra culture anche molto diverse fra loro, a personaggi che fanno parte di mondi interiorizzati che si compenetrano e si mischiano con risultati a volte drammatici, a volte ironici e divertenti. Mondi diversi e lontani che si propongono come frammenti (…). Nell’arte di Giubba la realtà diviene oggetto di esperienza, la creazione artistica spunto del “qui e ora”, dimora di un’affettività che lega l’io personale dell’artista al mondo, seguendo un’intuitività dell’inconscio e dell’immaginario collettivo.”
2024, Carlotta Degl’Innocentitratto da: VINCENZO GIUBBA – FRAME DEL PASSATO, ICONE DEL PRESENTE
Leggi Tutto
“Nulla è casuale, nulla si perde, tutto si trasforma: ogni taglio, ogni dettaglio o pennellata sono una trasformazione di un passato riattualizzato. Il ritocco bianco diventa elemento simbolico alchemico di un processo di purificazione: l’Albedo. I codici visivi di Vincenzo Giubba rientrano nel linguaggio della pop art, laddove la pennellata espressionista indica la forza creativa e dialogante del pittore. (…) Giubba è riuscito ad interpretare il presente, e lo fa preservando la nobile arte ella pittura, in un’epoca pervasa dal digitale. Giubba può giocare e dal Bagatto alchemico nei tarocchi, solo agendo in controtendenza come la carta del “Matto”, intraprendendo qualcosa di illogico e irrazionale la via può diventare positiva. In tal senso si può permettere di spaziare dal classicismo di alcune figure e architetture, con colori elementari, della cultura naif e pop con figure tratte da un immaginario caricaturale e fumettistico, con icone e simbologie anche arcane, per trasmettere la sua visione ma anche una critica a volte pungente."
Precedente
Successivo

PUBBLICAZIONI

RASSEGNA STAMPA

NEWS ED EVENTI

Vincenzo Giubba
ROME ART WEEK
21-26 ottobre 2024
NONA EDIZIONE
L’ARTE DIFFUSA PER LA CITTÀ

RASSEGNA STAMPA

Vincenzo Giubba

Testo

FRAMES

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do

ABOUT US

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do
it_ITItalian